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mercoledì 6 aprile 2011

Alla Spezia portantini in catene, solidarietà di Ferraioli


Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti chiede l’intervento della Asl: “L’azienda sanitaria locale deve rendersi garante e
farsi promotrice dei diritti dei lavoratori”

Genova – Piena solidarietà è stata espressa da Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, alla protesta dei lavoratori di Croce Italia Marche che si sono incatenati ai cancelli dell’ospedale Sant’Andrea alla Spezia, lamentando un ritardo nei pagamenti. L’azienda si occupa dei trasferimenti in ambulanza interni al nosocomio spezzino.
“Nella situazione di crisi generale che stiamo vivendo – commenta Ferraioli – in cui la pesantezza delle spese incide sulla vita quotidiana di ognuno, il fatto di non percepire regolarmente uno stipendio provoca un disagio familiare enorme. Difficoltà nel pagare le rate del mutuo, dell’affitto, ma anche nell’acquisto di generi di prima necessità”. Chiosa Ferraioli: “Auspichiamo una rapida soluzione”.
La direzione della Asl 5 ha affermato di aver saldato il dovuto all’impresa ma, secondo l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro, non si tratta di un alibi: “Se è vero che l’azienda sanitaria locale ha pagato la società per i servizi svolti, è anche vero – incalza – che la Asl in quanto stazione appaltante deve rendersi garante e farsi promotrice affinché vengano rispettati i contratti di lavoro nazionali, in termini relativi alla retribuzione mensile. Pagamenti – continua il responsabile ligure dell’Italia dei Diritti - che devono essere effettuati con regolarità a chi materialmente esegue il servizio per l’Asl, vale a dire i lavoratori”.

“Se questi signori non sono in grado di dare garanzie, dal momento che stiamo parlando di un servizio indispensabile, è bene che si trovino soluzioni alternative”, sentenzia Ferraioli.

martedì 22 marzo 2011

Chiude ospedale nel Genovese, Ferraioli sposa la protesta dei cittadini


Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti appoggia i manifestanti:
“Non sono terroristi, ma persone che rivendicano il loro diritto alla salute”


Genova - Piena solidarietà ai cittadini che da ieri stanno occupando l’ospedale Sant’Antonio di Recco arriva dal responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, Maurizio Ferraioli. La chiusura del nosocomio è prevista per domani.
“Comprendo il disagio dei manifestanti - afferma Ferraioli - ma allo stesso tempo conosco le esigenze economiche della nostra regione. In Liguria la forte presenza di popolazione anziana richiede un alto dispiego di risorse dal punto di vista sanitario, basti pensare all’aumento dei controlli o delle esigenze di riabilitazione”.
Il referente ligure del gruppo extraparlamentare vede una possibile via d’uscita soltanto all’interno di “un federalismo fiscale che sappia tener conto dell’età anagrafica delle singole regioni”.
“Il punto cruciale - incalza Ferraioli - diventa far capire ad un pensionato, il quale per una vita ha versato i contributi, che non gli viene tolto l’assistenzialismo, in quanto riceverà le medesime cure in un’altra struttura, seppur ubicata in un territorio poco distante”.
Il referente del movimento fondato da Antonello De Pierro biasima la chiusura dell’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, il quale non lascia margini alle trattative di dialogo con cittadini e comitati: “Invito l’assessore Montaldo a recarsi di persona, al più presto, sul presidio ospedaliero per ascoltare la voce dei manifestanti. Con le minacce di interruzione del pubblico servizio non si ottiene nulla - ribadisce Ferraioli - non stiamo parlando di terroristi, ma di cittadini che rivendicano il loro diritto alla salute”.

giovedì 10 marzo 2011

Regione Liguria anticipa soldi per amianto, il punto di vista di Ferraioli


Il responsabile regionale dell’Italia dei diritti auspica che la decisione del Consiglio diventi un segnale per il governo


Genova - Sono state approvate all’unanimità, le modifiche alla legge regionale n.30 del 2008 “Norme regionali per la promozione del lavoro”. Il disegno di Legge così modificato prevede l’estensione della pensione a circa 30 lavoratori, provenienti da varie aziende liguri, per la durata di circa tre mesi, poiché la domanda di quiescenza era stata momentaneamente sospesa dall’INPS.
“La situazione deve essere sbloccata anche a livello nazionale – spiega Maurizio Ferraioli, responsabile regionale dell’Italia dei diritti –, credo che il governo, già in ritardo su tale regolamento, debba prendere subito decisioni riguardo alla legge pensionistica sull’uso dell’amianto. L’eternit è ormai fuori legge dal ‘92 , tuttavia le sue conseguenze continuano a farsi sentire ancora oggi con i tanti casi di tumori, conseguenti all’uso massiccio di questi materiali in ambito lavorativo. Ora il problema deve essere risolto in modo definitivo a livello nazionale con un atto del Parlamento e del Governo per estendere i diritti a tutti i lavoratori che hanno i requisiti.
E’ necessario intervenire soprattutto nell’ambito del riconoscimento delle pensioni legato al rischio amianto per i marittimi, perché la procedura pensionistica presuppone una dichiarazione del datore di lavoro, difficile per questi lavoratori che cambiando spesso committente non riescono a percepirla pur avendone diritto”.
Noi dell’Italia dei diritti – esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro – vogliamo che, anche a livello regionale, si riprenda in mano la legge sullo smaltimento dell’amianto che ne stabilisca gli incentivi”.

giovedì 3 marzo 2011

Silipigni perplessa su flop iniziativa “salva precari” in Liguria


La viceresponsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Sarebbe opportuno capire con maggior chiarezza come è stata pianificata la comunicazione riguardo alla disponibilità di questi fondi”

Genova – Sembrerebbero solo una ventina, tra docenti e personale tecnico-amministrativo, le persone che hanno risposto all'iniziativa “salva precari” della scuola promossa dalla Regione Liguria e finanziata dal Fondo Sociale Europeo. Dei 3 milioni di euro messi a disposizione per attività straordinarie necessarie ad innalzare la qualità del sistema formativo regionale, sono stati infatti utilizzati solo 100mila euro. Questa è la stima riportata dallo stesso assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Università, Sergio Rossetti, il quale si dice comunque propenso ad utilizzare il denaro per venire incontro ad altre necessità e bisogni dei cittadini.
Ad esprimersi sulla questione la viceresponsabile per la Liguria, Antonella Silipigni: “Non voglio entrare in polemica con quanto dichiarato dall’assessore Rossetti, ma sarebbe opportuno capire con maggior chiarezza, come è stata pianificata la comunicazione riguardo alla disponibilità di questi fondi”.
“Non posso credere che il problema dei precari nella scuola sia improvvisamente scomparso – continua perplessa l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –. La responsabilità del fallimento del progetto forse va ravvisato nella scarsa coordinazione tra le organizzazioni sindacali e le direzioni scolastiche, e l’amministrazione regionale. Molto spesso – conclude la Silipigni – in materia di attribuzione di fondi, l’elemento comunicazione viene affrontato in maniera superficiale, e questo non è certo il modo più opportuno per rispondere ad esigenze che sono indubbiamente reali”.

martedì 7 dicembre 2010

A Genova aumento costo servizi per effetto Tremonti, la Silipigni analizza




La viceresponsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Una buona Amministrazione non sarebbe mai arrivata a questo punto”

Genova, 7 dicembre 2010 – Il bilancio del Comune di Genova deve fare i conti con i tagli della manovra Tremonti, che tolgono alle casse oltre 30 milioni di euro di trasferimenti diretti, e gli effetti finiscono per ripercuotersi in modo pesante sulle tasche dei genovesi. Il biglietto del bus sale a 1,50 euro, ma passa da 90 a 100 minuti, il mensile Amt da 36 euro va a 42 euro più uno. La sosta blu passa da due euro a quattro fasce differenziate, da 2,50 euro a 1 euro, in proporzione dalla distanza dal centro.

“Che ci sia la crisi è indubbio ma non tutto è da imputare a essa”. Ha sottolineato Antonella Silipigni, viceresponsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti.

Un sindaco deve essere anche un buon manager della sua città e non può navigare a vista. L’amministrazione di Genova, tra l’altro di sinistra, non è stata in grado di ammortizzare il colpo ricevuto dalla manovra Tremonti, avrebbe dovuto fare in modo di occuparsi dei cittadini, con una politica a favore dello sviluppo del tessuto sociale, mentre ci scontriamo ora con aumenti dei biglietti dei mezzi pubblici ma anche con il taglio di alcune linee del trasporto locale e la drastica riduzione dei buoni di sostegno affitto.
L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ha poi concluso “Tutto questo sarà visto dagli abitanti come un taglieggiamento da parte del governo cittadino, che porterà all’impossibilità di recuperare un dialogo costruttivo con la politica ”.

giovedì 24 giugno 2010

Tagli ai servizi per l’infanzia a Genova, per Ferraioli a rischio qualità della vita


Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti denuncia i tagli indiscriminati operati dalla legge finanziaria: «Ricadute sulle famiglie»
Dal Governo un milione di euro in meno alla Liguria per le «sezioni primavera», destinate ai bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni.
Partite in via sperimentale nella regione nel 2007, le sezioni servono a garantire la continuità educativa tra asilo nido e scuola materna.
Il taglio incide per oltre il 50% dei finanziamenti necessari ad un servizio che si rivolge a circa 1600 piccoli liguri. «Sono tagli orizzontali esagerati – commenta Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti – che avranno pesantissime ripercussioni sociali».
Il settore scolastico, la sanità, la manutenzione delle strade, i servizi: «Una manovra di tale entità – continua Ferraioli – segnerà fortemente la qualità della vita delle famiglie. Inciderà sull’occupazione».

Il provvedimento, varato all’interno della manovra finanziaria, è l’ultimo di una serie di misure che hanno colpito duramente i bilanci delle amministrazioni locali. «Quelli che governano – puntualizza l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – devono tener conto del coro di voci allarmate che si sta sollevando da tutti gli amministratori della Regione. Voglio vedere cosa succederà quando nei Comuni a maggioranza di centro–sinistra le opposizioni si lamenteranno per la carenza dei servizi. A chi daranno la colpa?»

martedì 27 aprile 2010

Storia di lavoro, sesso, video e ricatti a Genova, lo sdegno di Ferraioli

Il responsabile ligure dell’Italia dei Diritti: “Tali forme di reato sono aggravate dalla speculazione morale data dalla crisi che si avverte a livello occupazionale”


Genova, 27 aprile 2010 – Un lavoro in cambio di sesso. È ciò che prometteva un trentenne del quartiere genovese del Legaccio a coloro che rispondevano all’annuncio per un posto da telefonista. Le donne, attirate nell’appartamento dell’uomo con la scusa di un colloquio, sarebbero state ricattate con la scusa del lavoro per ottenere un rapporto sessuale, rigorosamente filmato. La procura sta ancora indagando e i video delle oltre cinquanta persone coinvolte sono stati sequestrati nell’abitazione dell’uomo.

“Episodi del genere – ha commentato Maurizio Ferraioli, responsabile ligure dell’Italia dei Diritti – mostrano come l’attuale crisi porti le persone a sottoporsi a vessazioni e umiliazioni di ogni tipo, perché dover subire avances sessuali durante un colloquio di lavoro è una mortificazione per chi è alla ricerca affannosa di un posto che garantisca un misero stipendio per il sostentamento del proprio nucleo familiare. Auspichiamo, come Italia dei Diritti, che l’intervento della magistratura finalizzato ad accertare la verità e punire tali atteggiamenti sia esemplare, perché tali forme di reato sono sicuramente aggravate dalla speculazione morale data dalla crisi che si avverte a livello occupazionale. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quelle donne che hanno subìto queste umiliazioni – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, ribadendo che saremo al loro fianco anche durante l’eventuale vicenda processuale”.

venerdì 9 aprile 2010

Ferraioli loda lo stand dei prodotti liguri al Vinitaly di Verona


Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Si tratta di un’iniziativa lodevole che consente alla Regione di mettere in mostra uno dei suoi fiori all’occhiello”

Genova – I migliori vini e le migliori produzioni di olio extravergine di oliva liguri saranno in vetrina da domani al Vinitaly di Verona. Più di cento le aziende presenti, 84 per i vini e 22 per l’olio extravergine di oliva, che su iniziativa dell’assessorato all’Agricoltura della Regione e in collaborazione con l’Unioncamere presenteranno al grande pubblico il meglio dei loro prodotti.“ Si tratta di un’iniziativa lodevole – ha commentato Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti – che permette alla Regione di presentare il meglio dei suoi prodotti tipici che da sempre costituiscono il fiore all’occhiello della produzione agroalimentare, sia per quello che riguarda il vino, sia per ciò che concerne l’olio d’oliva che, è bene ricordarlo, raggiunge in Liguria livelli di eccellenza e si caratterizza per un basso contenuto di acidità che lo rende unico”.

Il settore vitivinicolo ligure può contare su 1738 aziende, una superficie regionale coltivata di 2.400 ettari, di cui parte destinati alla produzione di Doc ed un’altra all’Igt, e una produzione complessiva di circa a 71 mila ettolitri pari a 4 milioni e mezzo di bottiglie. Sono invece circa 20 mila gli ettari coltivati ad oliveto sul territorio regionale, mentre le produzioni di olio di oliva si attestano complessivamente in media sui 44 mila quintali.

“L’Italia dei Diritti – ha concluso l’esponente ligure del movimento guidato da Antonello De Pierro – appoggia l’iniziativa organizzata dalla Regione, auspicando che questo possa essere solo uno dei tanti progetti che consentono di dare la giusta visibilità ad un settore che ne ha molto bisogno”.

Lo stand dedicato ai vini liguri ospiterà circa 200 etichette e sarà curato dall’Enoteca pubblica regionale della Liguria e della Lunigiana di Castelnuovo Magra. Durante l’intera durata della kermesse all’interno del padiglione saranno organizzate degustazioni guidate, incontri con i professionisti del settore, presentazione di libri ed altre attività inerenti al mondo del vino e dell’olio.